Le misure economiche antiproletarie della destra meloniana, tra tagli e inganni!

di DC

 

 

La Legge di Bilancio è una legge della Repubblica Italiana che ogni anno stabilisce come saranno spesi i soldi pubblici. Dal 2010 molti paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, attraversano una profonda crisi finanziaria in quanto continuano ad accumulare debiti con il capitale privato e non hanno le risorse per pagare neanche gli interessi accumulati sui prestiti ricevuti. Dal 2012 ogni Legge di Bilancio ha quindi come obiettivo principale il mettere a posto i bilanci dello Stato per poter continuare a pagare una parte degli interessi sul debito pubblico per evitare di dover incorrere in una bancarotta. Lo Stato e l’Unione Europea hanno dunque l’obiettivo primario di tutelare gli interessi dei privati e i loro profitti. Di conseguenza ogni Legge di Bilancio prevede una riduzione della spesa statale, ovvero di soldi che vengono messi a disposizione della popolazione tramite i ministeri e altre istituzioni. Meno soldi vengono usati per i servizi, più soldi i lavoratori e le lavoratrici devono spendere di tasca propria. Ogni Legge di Bilancio rappresenta dunque una batosta che stabilisce in che misura verranno erosi i salari e verranno puniti i disoccupati e i pensionati. Anche il Governo Meloni, in continuità con i governi precedenti, fa gli interessi del capitale privato e prevede riduzioni di spesa importanti che riguardano (quasi) tutti i ministeri. In particolare, sono previsti 821 milioni di euro in meno per il 2024, di cui 37 milioni di euro l’anno in meno per il Ministero del Lavoro, 44 milioni in meno per Istruzione, 29 milioni per Trasporti, 82 milioni per Università, 13 milioni per Salute. Sulla sanità la propaganda del governo si cela dietro ad un tecnicismo e afferma che ci saranno 3 miliardi in più per il Fabbisogno Sanitario Nazionale (il livello complessivo delle risorse del Servizio sanitario nazionale al cui finanziamento concorre lo Stato), ma 2,4 miliardi di questi (più dell’80%) sono destinati per legge al rinnovo dei contratti del personale e servono dunque al mantenimento dello stato di cose esistente piuttosto che a migliorare la situazione. Inoltre, il caro energia che investe tutti i settori colpisce pesantemente il comparto sanitario in quanto, per operare, ospedali, cliniche e personale medico necessitano in grande quantità di luce, riscaldamenti ed elettricità per far funzionare le macchine. Anche l’aumento generale dei prezzi condiziona i costi in termini di forniture mediche quali dispositivi, farmaci, ossigeno, materiale sterile, soluzioni acquose e chi più ne ha più ne metta. Una riduzione delle spese nel comparto sanitario rappresenta uno dei più gravi e pericolosi attacchi ai lavoratori e alle lavoratrici. Sempre di più a curarsi sarà solo chi ha i soldi per farlo, con milioni di cittadini che già hanno rinunciato a curarsi per mancanza di risorse. Questa è solo una delle tante ipocrisie che riguardano i bilanci dello Stato, la più importante delle quali  riguarda la provenienza dei soldi della finanziaria 2024. Dei 28 miliardi messi in campo, 16 miliardi provengono da un aumento del debito pubblico mentre i restanti 12 miliardi derivano dai tagli alle spese dei diversi Ministeri di cui si parlava prima. Per pagare gli interessi sul debito pubblico a vantaggio dei privati lo Stato deve continuare a indebitarsi. E questa condizione non è caratteristica del solo Stato italiano, ma è propria di tutte le più grandi potenze del mondo, a dimostrazione che la pace tra le classi è stata comprata per almeno un secolo a suon di debiti verso le banche e i privati. 

Al contrario, uno dei pochi settori per i quali si prevede un incremento dei finanziamenti è quello della difesa. Infatti, la spesa totale prevista per il 2024 è di circa 29 miliardi di euro e 487 milioni, cioè un incremento di 1 miliardo e 739 milioni di euro rispetto alla spesa totale del 2023, pari a 27 miliardi e 748 milioni. Tra le spese più importanti, oltre 5 miliardi di euro serviranno a comprare caccia di sesta generazione Global air combat programme (Gcap) e 2 miliardi e 624 milioni serviranno per acquistare i carri armati tedeschi da battaglia Leopard 2. 

Al di là della revisione di spesa, l’annuale Legge di Bilancio rappresenta l’occasione più ghiotta che un governo ha per introdurre dei cambiamenti maggiori in termini di finanziamento e gestione dei bilanci dello Stato. Proprio questi vengono spesso propagandati come aiuti e servono a mascherare alla classe gli attacchi che questa sta subendo. Vediamo dunque quali sono le principali novità della Legge di Bilancio 2024 e perché non rappresentano un miglioramento delle condizioni della nostra classe. 

Agevolazioni Fondo di Garanzia per la prima casa – Il governo pone in apertura della legge di bilancio un favoreggiamento alle banche. Invece di utilizzare i soldi per l’edilizia popolare e garantire l’accesso ad una abitazione, si preferisce alimentare il mercato dell’acquisto della prima casa. Alle banche, che fanno profitti da giganti sui mutui, si offrono le casse dello Stato a garanzia di un guadagno certo. Il governo offre la propria spalla ai padroni del credito italiano andando ad alimentare il meccanismo per cui la casa è una merce che va acquistata e che genera grandi profitti sulla pelle di chi non ha il capitale di base per acquistarla autonomamente e deve ricorrere ad un prestito in banca. Sono ormai più di 100 anni che il capitalismo si regge sulle linee di credito, sui prestiti… Gli stessi Stati più potenti al mondo hanno debiti spaventosi, impagabili, con il capitale privato. Ed è questo uno dei modi con cui mantengono la pace sociale e ci fanno accettare salari sempre più bassi: usano i pagamenti a rate e il credito e il PIL cresce perché il mercato resta attivo. Ma nel frattempo con i salari si compra sempre meno. Il mercato dell’immobiliare oscilla, i prezzi cambiano, ci cacciano dai quartieri che possono diventare il fulcro del turismo in città. La casa è un diritto e non va acquistata. Rivendichiamo la requisizione delle case sfitte e l’esproprio del patrimonio immobiliare nelle mani del Vaticano e dei grandi gruppi. CASA PER TUTTI! 

Extra 3 mesi per beneficiari di Bonus sociale elettrico – Venduto come un aiuto per pagare le bollette, in realtà è solo un altro modo per fare accettare alle masse l’oscillazione dei prezzi dell’energia e il fatto che la formula ‘mercato libero’ è obbligatoria per tutti. A partire da quest’anno siamo tutti soggetti alle oscillazioni dei prezzi a seguito del mercato senza che un’autorità specifica possa operare delle tutele. Abbiamo già visto da 2 anni a questa parte cosa significa questo, soprattutto per chi era stato già obbligato a sottoscrivere un contratto di fornitura nel regime di ‘mercato libero’ e a tasso variabile… Nelle nostre bollette arriva quantificato il peso della competizione economica a livello internazionale, delle mire espansionistiche del capitalismo americano ed europeo per la conquista dello spazio di mercato delle ex repubbliche sovietiche. La guerra per procura combattuta in Ucraina tra Stati Uniti e Russia si è materializzata in un attimo nelle nostre bollette e alle pompe di benzina. E questi aumenti erodono i nostri salari e il loro potere di acquisto. E questo governo che ha fatto? Ha messo in campo pochi ‘bonus’, spiccioli riservati a pochi, mentre i prezzi salgono e scendono, ma soprattutto salgono. Per non parlare di quanti sono rimasti esclusi dai bonus perché superavano di poco la soglia di ISEE o perché le bollette non sono intestate a loro, ma al padrone di casa, anche se poi sono loro a pagare ogni mese. 

Welfare aziendale (erogazioni libere ai lavoratori da parte dei padroni) – Questo governo ha affossato completamente qualsiasi discussione di proposta di legge sul salario minimo legale. Non si è voluto obbligare padroni e padroncini ad alzare i salari e/o a garantire il minimo decente per poter vivere. Si è dunque preferito offrire la possibilità ai padroni di ottenere degli enormi sgravi fiscali per delle erogazioni volontarie, piccoli aiuti, ai lavoratori. Loro danno una piccola elemosina e tutelano e ingigantiscono i loro profitti pagando meno tasse. 

Detassazione per lavoro notturno e straordinario – Anche questo è un grandissimo regalo ai padroni perché non si interviene sui salari minimi per il lavoro notturno e straordinario, ma si provvede ad una piccola detassazione che ha un misero impatto sulla busta paga dei lavoratori. Anche il trattamento integrativo del 15% rispetto al lavoro notturno e straordinario è un finto aiuto. Questo governo, come gli altri precedenti, finanzia i padroni non i proletari. Ricordiamo inoltre che questo governo ha cancellato il Reddito di Cittadinanza, che comunque era misero e non dignitoso. Invece delle elemosine dei padroni nei confronti dei lavoratori, noi esigiamo un salario minimo per tutte le categorie di almeno 10 euro netti l’ora e 1600 euro mensili netti e un adattamento automatico dei salari al carovita che la crisi e la guerra produrranno sempre più. I prezzi salgono? Allora devono salire anche i salari! E chi non ha un lavoro, chi fa parte dell’esercito industriale di riserva, i disoccupati, deve avere diritto ad un salario sociale di 1100 euro netti a persona e (e non per nucleo familiare), anche questo che si adatti agli aumenti dei prezzi.

Aumento dell’Iva per prodotti di igiene femminile e beni di prima necessità nella crescita dei neonati – Il presidente Giorgia Meloni che si vanta di essere una donna e, soprattutto, di essere una madre elimina l’IVA agevolata al 5% per l’alimentazione dei neonati e primi infanti così come per i seggiolini da auto. Il governo che vuole che ogni donna abbia almeno due figli non detassa i prodotti che servono per crescerli, anzi rialza la tassa sul consumo raddoppiandola dal 5% al 10%. 

Aumento della tassazione sugli affitti brevi o turistici in caso di cedolare secca – Locazioni brevi con nessun piano di limitazione alla gentrificazione e niente miglioramento delle condizioni di periferia, ma solo un invito alla trasparenza e un piccolo aumento sulle tasse a chi ha più di un appartamento in locazione. Come al solito queste tasse sono briciole per i grandi palazzinari che detengono interi stabili o immobili diffusi nello stesso quartiere. La strategia del governo è chiara. Spinge il più possibile il turismo nelle città d’arte in Italia con veri e propri programmi di marketing internazionale curati dal Ministero del Turismo e dal Ministero della Cultura, permette a grandi palazzinari e aziende di appropriarsi delle abitazioni presenti nei centri storici e in località marittime e di montagna divenute gettonate, non curante della deportazione degli abitanti che avviene di conseguenza a seguito dell’aumento degli affitti e degli sfratti esecutivi. Introduce un piccolo aumento per permettere allo Stato di partecipare un po’ meglio al grande affare e racimolare una somma che non consentirà mai di riparare agli enormi danni in termini di devastazione sociale e ambientale. 

Incremento bonus asili nido – L’incremento bonus asili nido riguarda solo la presenza di un secondo figlio nato dopo il 1 gennaio 2024. La manovra non interviene minimamente sulla distribuzione degli asili nido, del tutto insufficiente, e sul numero di bambini che possono accogliere. La distribuzione degli asili nido pubblici è insufficiente e spesso si è costretti a ricorrere ai privati. Le rette da pagare mensilmente cambiano molto da regione a regione, da città a città e spesso da quartiere a quartiere. Questa misura, propagandata falsamente come un aiuto e un miglioramento delle condizioni di equilibrio famiglia-lavoro, serve per distrarre dai tagli operati per l’istruzione. 

Misure per le lavoratrici madri – Il governo Meloni ha inserito nella manovra una piccola esenzione contributiva per le lavoratrici madri di due o più figli, valida solo se queste donne sono lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato (ad esclusione dei rapporti di lavoro domestico). Ciò vuol dire che tutte le donne del settore domestico che hanno un contratto a tempo indeterminato e tutte le donne che lavorano con un contratto a tempo determinato non ottengono proprio nessuna esenzione. Proprio chi ha meno stabilità e continuità finanziaria non è oggetto di nessun aiuto. 

Questa finanziaria e tutti i tagli di spesa programmati sono stati progettati dal Governo sulla base di previsioni di crescita dell’economia nazionale piuttosto ottimistiche e che già a dicembre 2023 venivano considerate inattendibili. Ciò vuol dire che già in primavera sarà varata una manovra correttiva che provvederà a ulteriori tagli, spostata forse in estate al solo fine di non condizionare negativamente la popolarità dei partiti di governo in vista delle elezioni europee. 

Tagli su tagli, riduzione della capacità di acquisto dei salari, ipocrisia e peggioramento delle nostre condizioni… Tutto per garantire la ricchezza di pochi a fronte della povertà delle masse. Il capitalismo non ha più nulla da offrire ai lavoratori e alle lavoratrici se non la miseria, la barbarie e la guerra. 

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La Legge di Bilancio è una legge della Repubblica Italiana che ogni anno stabilisce come saranno spesi i soldi pubblici. Dal 2010 molti paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, attraversano una profonda crisi finanziaria in quanto continuano ad accumulare debiti con il capitale privato e non hanno le risorse per pagare neanche gli interessi accumulati sui prestiti ricevuti. Dal 2012 ogni Legge di Bilancio ha quindi come obiettivo principale il mettere a posto i bilanci dello Stato per poter continuare a pagare una parte degli interessi sul debito pubblico per evitare di dover incorrere in una bancarotta. Lo Stato e l’Unione Europea hanno dunque l’obiettivo primario di tutelare gli interessi dei privati e i loro profitti. Di conseguenza ogni Legge di Bilancio prevede una riduzione della spesa statale, ovvero di soldi che vengono messi a disposizione della popolazione tramite i ministeri e altre istituzioni. Meno soldi vengono usati per i servizi, più soldi i lavoratori e le lavoratrici devono spendere di tasca propria. Ogni Legge di Bilancio rappresenta dunque una batosta che stabilisce in che misura verranno erosi i salari e verranno puniti i disoccupati e i pensionati. Anche il Governo Meloni, in continuità con i governi precedenti, fa gli interessi del capitale privato e prevede riduzioni di spesa importanti che riguardano (quasi) tutti i ministeri. In particolare, sono previsti 821 milioni di euro in meno per il 2024, di cui 37 milioni di euro l’anno in meno per il Ministero del Lavoro, 44 milioni in meno per Istruzione, 29 milioni per Trasporti, 82 milioni per Università, 13 milioni per Salute. Sulla sanità la propaganda del governo si cela dietro ad un tecnicismo e afferma che ci saranno 3 miliardi in più per il Fabbisogno Sanitario Nazionale (il livello complessivo delle risorse del Servizio sanitario nazionale al cui finanziamento concorre lo Stato), ma 2,4 miliardi di questi (più dell’80%) sono destinati per legge al rinnovo dei contratti del personale e servono dunque al mantenimento dello stato di cose esistente piuttosto che a migliorare la situazione. Inoltre, il caro energia che investe tutti i settori colpisce pesantemente il comparto sanitario in quanto, per operare, ospedali, cliniche e personale medico necessitano in grande quantità di luce, riscaldamenti ed elettricità per far funzionare le macchine. Anche l’aumento generale dei prezzi condiziona i costi in termini di forniture mediche quali dispositivi, farmaci, ossigeno, materiale sterile, soluzioni acquose e chi più ne ha più ne metta. Una riduzione delle spese nel comparto sanitario rappresenta uno dei più gravi e pericolosi attacchi ai lavoratori e alle lavoratrici. Sempre di più a curarsi sarà solo chi ha i soldi per farlo, con milioni di cittadini che già hanno rinunciato a curarsi per mancanza di risorse. Questa è solo una delle tante ipocrisie che riguardano i bilanci dello Stato, la più importante delle quali  riguarda la provenienza dei soldi della finanziaria 2024. Dei 28 miliardi messi in campo, 16 miliardi provengono da un aumento del debito pubblico mentre i restanti 12 miliardi derivano dai tagli alle spese dei diversi Ministeri di cui si parlava prima. Per pagare gli interessi sul debito pubblico a vantaggio dei privati lo Stato deve continuare a indebitarsi. E questa condizione non è caratteristica del solo Stato italiano, ma è propria di tutte le più grandi potenze del mondo, a dimostrazione che la pace tra le classi è stata comprata per almeno un secolo a suon di debiti verso le banche e i privati. 

Al contrario, uno dei pochi settori per i quali si prevede un incremento dei finanziamenti è quello della difesa. Infatti, la spesa totale prevista per il 2024 è di circa 29 miliardi di euro e 487 milioni, cioè un incremento di 1 miliardo e 739 milioni di euro rispetto alla spesa totale del 2023, pari a 27 miliardi e 748 milioni. Tra le spese più importanti, oltre 5 miliardi di euro serviranno a comprare caccia di sesta generazione Global air combat programme (Gcap) e 2 miliardi e 624 milioni serviranno per acquistare i carri armati tedeschi da battaglia Leopard 2. 

Al di là della revisione di spesa, l’annuale Legge di Bilancio rappresenta l’occasione più ghiotta che un governo ha per introdurre dei cambiamenti maggiori in termini di finanziamento e gestione dei bilanci dello Stato. Proprio questi vengono spesso propagandati come aiuti e servono a mascherare alla classe gli attacchi che questa sta subendo. Vediamo dunque quali sono le principali novità della Legge di Bilancio 2024 e perché non rappresentano un miglioramento delle condizioni della nostra classe. 

Agevolazioni Fondo di Garanzia per la prima casa – Il governo pone in apertura della legge di bilancio un favoreggiamento alle banche. Invece di utilizzare i soldi per l’edilizia popolare e garantire l’accesso ad una abitazione, si preferisce alimentare il mercato dell’acquisto della prima casa. Alle banche, che fanno profitti da giganti sui mutui, si offrono le casse dello Stato a garanzia di un guadagno certo. Il governo offre la propria spalla ai padroni del credito italiano andando ad alimentare il meccanismo per cui la casa è una merce che va acquistata e che genera grandi profitti sulla pelle di chi non ha il capitale di base per acquistarla autonomamente e deve ricorrere ad un prestito in banca. Sono ormai più di 100 anni che il capitalismo si regge sulle linee di credito, sui prestiti… Gli stessi Stati più potenti al mondo hanno debiti spaventosi, impagabili, con il capitale privato. Ed è questo uno dei modi con cui mantengono la pace sociale e ci fanno accettare salari sempre più bassi: usano i pagamenti a rate e il credito e il PIL cresce perché il mercato resta attivo. Ma nel frattempo con i salari si compra sempre meno. Il mercato dell’immobiliare oscilla, i prezzi cambiano, ci cacciano dai quartieri che possono diventare il fulcro del turismo in città. La casa è un diritto e non va acquistata. Rivendichiamo la requisizione delle case sfitte e l’esproprio del patrimonio immobiliare nelle mani del Vaticano e dei grandi gruppi. CASA PER TUTTI! 

Extra 3 mesi per beneficiari di Bonus sociale elettrico – Venduto come un aiuto per pagare le bollette, in realtà è solo un altro modo per fare accettare alle masse l’oscillazione dei prezzi dell’energia e il fatto che la formula ‘mercato libero’ è obbligatoria per tutti. A partire da quest’anno siamo tutti soggetti alle oscillazioni dei prezzi a seguito del mercato senza che un’autorità specifica possa operare delle tutele. Abbiamo già visto da 2 anni a questa parte cosa significa questo, soprattutto per chi era stato già obbligato a sottoscrivere un contratto di fornitura nel regime di ‘mercato libero’ e a tasso variabile… Nelle nostre bollette arriva quantificato il peso della competizione economica a livello internazionale, delle mire espansionistiche del capitalismo americano ed europeo per la conquista dello spazio di mercato delle ex repubbliche sovietiche. La guerra per procura combattuta in Ucraina tra Stati Uniti e Russia si è materializzata in un attimo nelle nostre bollette e alle pompe di benzina. E questi aumenti erodono i nostri salari e il loro potere di acquisto. E questo governo che ha fatto? Ha messo in campo pochi ‘bonus’, spiccioli riservati a pochi, mentre i prezzi salgono e scendono, ma soprattutto salgono. Per non parlare di quanti sono rimasti esclusi dai bonus perché superavano di poco la soglia di ISEE o perché le bollette non sono intestate a loro, ma al padrone di casa, anche se poi sono loro a pagare ogni mese. 

Welfare aziendale (erogazioni libere ai lavoratori da parte dei padroni) – Questo governo ha affossato completamente qualsiasi discussione di proposta di legge sul salario minimo legale. Non si è voluto obbligare padroni e padroncini ad alzare i salari e/o a garantire il minimo decente per poter vivere. Si è dunque preferito offrire la possibilità ai padroni di ottenere degli enormi sgravi fiscali per delle erogazioni volontarie, piccoli aiuti, ai lavoratori. Loro danno una piccola elemosina e tutelano e ingigantiscono i loro profitti pagando meno tasse. 

Detassazione per lavoro notturno e straordinario – Anche questo è un grandissimo regalo ai padroni perché non si interviene sui salari minimi per il lavoro notturno e straordinario, ma si provvede ad una piccola detassazione che ha un misero impatto sulla busta paga dei lavoratori. Anche il trattamento integrativo del 15% rispetto al lavoro notturno e straordinario è un finto aiuto. Questo governo, come gli altri precedenti, finanzia i padroni non i proletari. Ricordiamo inoltre che questo governo ha cancellato il Reddito di Cittadinanza, che comunque era misero e non dignitoso. Invece delle elemosine dei padroni nei confronti dei lavoratori, noi esigiamo un salario minimo per tutte le categorie di almeno 10 euro netti l’ora e 1600 euro mensili netti e un adattamento automatico dei salari al carovita che la crisi e la guerra produrranno sempre più. I prezzi salgono? Allora devono salire anche i salari! E chi non ha un lavoro, chi fa parte dell’esercito industriale di riserva, i disoccupati, deve avere diritto ad un salario sociale di 1100 euro netti a persona e (e non per nucleo familiare), anche questo che si adatti agli aumenti dei prezzi.

Aumento dell’Iva per prodotti di igiene femminile e beni di prima necessità nella crescita dei neonati – Il presidente Giorgia Meloni che si vanta di essere una donna e, soprattutto, di essere una madre elimina l’IVA agevolata al 5% per l’alimentazione dei neonati e primi infanti così come per i seggiolini da auto. Il governo che vuole che ogni donna abbia almeno due figli non detassa i prodotti che servono per crescerli, anzi rialza la tassa sul consumo raddoppiandola dal 5% al 10%. 

Aumento della tassazione sugli affitti brevi o turistici in caso di cedolare secca – Locazioni brevi con nessun piano di limitazione alla gentrificazione e niente miglioramento delle condizioni di periferia, ma solo un invito alla trasparenza e un piccolo aumento sulle tasse a chi ha più di un appartamento in locazione. Come al solito queste tasse sono briciole per i grandi palazzinari che detengono interi stabili o immobili diffusi nello stesso quartiere. La strategia del governo è chiara. Spinge il più possibile il turismo nelle città d’arte in Italia con veri e propri programmi di marketing internazionale curati dal Ministero del Turismo e dal Ministero della Cultura, permette a grandi palazzinari e aziende di appropriarsi delle abitazioni presenti nei centri storici e in località marittime e di montagna divenute gettonate, non curante della deportazione degli abitanti che avviene di conseguenza a seguito dell’aumento degli affitti e degli sfratti esecutivi. Introduce un piccolo aumento per permettere allo Stato di partecipare un po’ meglio al grande affare e racimolare una somma che non consentirà mai di riparare agli enormi danni in termini di devastazione sociale e ambientale. 

Incremento bonus asili nido – L’incremento bonus asili nido riguarda solo la presenza di un secondo figlio nato dopo il 1 gennaio 2024. La manovra non interviene minimamente sulla distribuzione degli asili nido, del tutto insufficiente, e sul numero di bambini che possono accogliere. La distribuzione degli asili nido pubblici è insufficiente e spesso si è costretti a ricorrere ai privati. Le rette da pagare mensilmente cambiano molto da regione a regione, da città a città e spesso da quartiere a quartiere. Questa misura, propagandata falsamente come un aiuto e un miglioramento delle condizioni di equilibrio famiglia-lavoro, serve per distrarre dai tagli operati per l’istruzione. 

Misure per le lavoratrici madri – Il governo Meloni ha inserito nella manovra una piccola esenzione contributiva per le lavoratrici madri di due o più figli, valida solo se queste donne sono lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato (ad esclusione dei rapporti di lavoro domestico). Ciò vuol dire che tutte le donne del settore domestico che hanno un contratto a tempo indeterminato e tutte le donne che lavorano con un contratto a tempo determinato non ottengono proprio nessuna esenzione. Proprio chi ha meno stabilità e continuità finanziaria non è oggetto di nessun aiuto. 

Questa finanziaria e tutti i tagli di spesa programmati sono stati progettati dal Governo sulla base di previsioni di crescita dell’economia nazionale piuttosto ottimistiche e che già a dicembre 2023 venivano considerate inattendibili. Ciò vuol dire che già in primavera sarà varata una manovra correttiva che provvederà a ulteriori tagli, spostata forse in estate al solo fine di non condizionare negativamente la popolarità dei partiti di governo in vista delle elezioni europee. 

Tagli su tagli, riduzione della capacità di acquisto dei salari, ipocrisia e peggioramento delle nostre condizioni… Tutto per garantire la ricchezza di pochi a fronte della povertà delle masse. Il capitalismo non ha più nulla da offrire ai lavoratori e alle lavoratrici se non la miseria, la barbarie e la guerra. 

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